“Le tre scimmie” di Nuri Bilge Ceylan. Turchia 2008. Come per le protagoniste della famosa favola c’è chi non vuole vedere, chi non vuole sentire e chi non vuole parlare. Tutto ciò e nient’altro, raccontato da inquadrature immobili, tempi dilatati(issimi) e una regia assente, per la bellezza di 109 minuti. Un attesa snervante per un colpo di scena che non c’è e non ci sarà. Fotografie (queste davvero di qualità altissima) di una quotidianità senza emozioni. Quando quest’ultime compaiono sul volto degli attori, la telecamera se ne stà distante, immobile. Premiato addirittura a Cannes è un film che non desta alcun interesse, non emoziona mai e che noi lasciamo volentieri ammirare agli occhi degli esteti..
